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Ristrutturazioni e Superbonus al 110%: come funziona il maxi beneficio fiscale?

15/06/2020

Il Decreto Rilancio ha introdotto nel nostro ordinamento un Superbonus al 110% che è in grado di rendere ancora più convenienti alcune operazioni edilizie. Ma è davvero possibile ristrutturare casa gratis?
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In realtà, le cose sono un po’ più complesse di quanto si possa pensare soffermandosi solo sui titoli di alcuni quotidiani. Tuttavia, è indubbio che dal prossimo 1 luglio 2020 (data a partire dalla quale sarà possibile beneficiare di questo bonus fiscale), metter mano alla propria abitazione sarà un po’ più conveniente.
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Quando spetta il bonus

 
Introdotto quanto sopra, ricordiamo come si possa usufruire del Superbonus al 110% nel caso in cui siano sostenute delle spese per la realizzazione di tre interventi principali, quali:
  • realizzazione del cappotto termico;
  • sostituzione di impianti di riscaldamento ad elevata efficienza energetica;
  • miglioramento delle caratteristiche sismiche dell’edificio.
I lavori dovranno essere effettuati entro il 31 dicembre 2021 e dovranno riguardare la prima casa (nell’ipotesi in cui si intervenga su edifici unifamiliari) o più generalmente la propria abitazione (nel caso in cui invece si intervenga su condomini). Il bonus andrà ripartito in 5 anni e, se il contribuente lo desidera, potrà essere tradotto anche in uno sconto in fattura o nella cessione a terzi del credito di imposta così sorto.
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I limiti dell’agevolazione

 
Fin qui, le buone notizie. In realtà, però, non tutte le operazioni sono soggette a tale maxi beneficio fiscale. In particolar modo, tutte le altre attività di ristrutturazione che non rientrano nel breve elenco dei tre interventi principali di cui sopra potranno essere oggetto di Superbonus al 110% solamente se vengono realizzate in maniera integrata agli interventi “traino”.

In termini più semplici, altre operazioni come – a titolo di esempio – l’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, la sostituzione degli infissi, e così via, saranno agevolabili al 110% solo se vengono effettuate insieme agli interventi principali che, dunque, fungeranno come una sorta di “calamita” per poter traghettare all’interno del recinto dell’agevolazione più ampia anche quelle operazioni che altrimenti ne sarebbero escluse.

Si tenga anche conto che per poter fruire del bonus è necessario che l’edificio subisca un miglioramento di almeno due classi energetiche, e che se non è possibile guadagnare due classi (perché magari si è già – quasi – ai vertici della piramide energetica), sarà sufficiente raggiungere il gradino più alto possibile.
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La cessione del bonus
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Una ulteriore novità notizia è poi rappresentata dalla possibilità di cedere il bonus maturato, anche se non è ancora chiaro in che modo, mediante quale procedura (probabilmente, interna al sito dell’Agenzia delle Entrate) e con quali condizioni.
Sotto il profilo teorico, però, verrà consentita al contribuente una triplice opzione:

  • beneficiare del credito di imposta del 110% da usufruire in dichiarazione dei redditi nell’anno di sostenimento delle spese e nei 4 anni successivi;

  • cedere il credito di imposta alla società che effettuerà gli interventi, con contestuale sconto in fattura (il fornitore andrà poi a usufruire del credito sulla propria posizione fiscale, o lo cederà a un intermediario);

  • cedere il credito di imposta a banche e finanziarie abilitate.

Si attendono, tuttavia, maggiori indicazioni dall’Agenzia delle Entrate.

#superbonus110% #ristrutturazioni #decretorilancio