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IVA agevolata sull’edilizia: quando si applica il 4% o il 10% per l'acquisto di beni finiti?

29/07/2020

Con la recente risposta all’interpello n. 71/2020, l’Agenzia delle Entrate ha fornito un interessante chiarimento su cosa si intenda per “beni finiti”, e su quando sia possibile applicare su di essi l’aliquota IVA agevolata al 4% o al 10%.
Al fine di fare il punto su questo tema così dibattuto, richiamiamo alla mente i principali spunti condivisi dal Fisco.
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I requisiti per l’applicazione dell’aliquota agevolata in edilizia

​​Argomentando la propria posizione, l’Agenzia delle Entrate cita innanzitutto quali siano i riferimenti normativi principali per potersi orientare correttamente tra le diverse agevolazioni in materia di IVA edilizia, con particolare riferimento alla Tabella A, Parte II, allegata al c.d. “Decreto IVA”, che stabilisce come le cessioni di beni (tranne materie prime e semilavorati) utili per la costruzione dei fabbricati ex art. 13 l. 2 luglio 1949, n. 408, e successive modificazioni, siano soggette all’aliquota IVA del 4%.
Lo stesso documento precisa inoltre che l’IVA si applica al 10% per la cessione di beni forniti per la costruzione di opere e impianti di cui al n. 127-quinquies, e che la stessa aliquota del 10% si applica alle cessioni di beni forniti per la realizzazione degli interventi di recupero di cui all’art. 31 della l. 5 agosto 1978, n. 457.
Qualche anno più tardi, sarà la circolare n. 1 del 2 marzo 1994 delle Finanze ha fare ulteriore chiarezza, stabilendo che i beni finiti sono quelli che “anche successivamente al loro impiego nella costruzione o nell’intervento di recupero non perdono la loro individualità, pur incorporandosi nell’immobile”. A titolo di esempio, venivano citati come beni finiti gli ascensori, i montacarichi, gli infissi, i sanitari, i prodotti per gli impianti idrici o per quelli elettrici.
Anche se il documento precisava l’assenza di un elenco tassativo di beni finiti, per verificare l’applicabilità delle aliquote agevolate al 4% e al 10% è necessario considerare alcune caratteristiche che i prodotti devono necessariamente presentare, ovvero:
  • individualità e autonomia funzionale;
  • essere sostituibili in modo autonomo rispetto alla struttura della quale fanno parte, senza perdere le proprie caratteristiche ma, di contro, potendo essere suscettibili di ripetuti usi concreti
 

Esempi beni finiti con IVA agevolata al 4% / 10%

Chiarito quanto sopra, a titolo di maggiore trasparenza, costituiscono beni finiti agevolabili con il ricorso all’IVA al 4% o al 10% i seguenti prodotti (l’elenco non è, evidentemente, esaustivo):
  • piatti, box e pareti doccia;
  • vasche da bagno;
  • saliscendi e colonne doccia;
  • rubinetterie e accessori;
  • termoarredo e scaldasalviette;
  • lavelli e lavabi;
  • sanitari e ausili per disabili e anziani;
  • sistemi di scarico;
  • lavatoi;
  • mobili da bagno.
Naturalmente, ricordiamo a tutti i nostri lettori che per saperne di più i nostri consulenti sono a completa disposizione ai seguenti recapiti:
  • Telefono: 051969027 - 0516720045
  • Fax: 0516720047
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Per le visite in sede, ricordiamo a tutti i nostri clienti che siamo in Via Provinciale 115/117 in Località Crespellano (BO), dalle ore 8.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15 alle ore 19 dal lunedì al venerdì, e dalle ore 9 alle ore 13 il sabato.
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